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Gioielleria Di Porto, diamanti e argenti d'epoca a Roma:
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LA FINE DEL XVIII SECOLO
Gioielli ce ne sono, verso la fine del XVIII secolo, e c'è anche il denaro per comprarli. Quello che manca è -per così dire- l'interesse per l'articolo. Infatti essi non vengono indossati quanto piuttosto accuratamente nascosti: sono il bene rifugio per eccellenza quando tira aria cattiva. Centro di massimo prestigio per la produzione orafa era stata fino alla vigilia della grande Rivoluzione proprio quella Parigi che ormai è sconvolta dalla ghigliottina. Dalla capitale francese erano venuti, in tempi di pace, meravigliose parure, orecchini a girandola, spille a forma di grande fiocco,bottoni gioiello e oggetti in metalli e pietre preziose. Ora gli unici ornamenti di facile reperimento sono spillette, fregi, anelli e bracciali a forma di berretti frigi, di coccarde tricolori o un tantino più macabre, di ghigliottina, tutti realizzati in metalli vili con qualche vaga presenza d'oro. Decisamente il settore attraversa un nero periodo di crisi. Occorre spingersi verso gli ultimi anni del secolo per vedere nuovamente indossare alle signore del bel mondo gioielli in stile antichizzante. é il trionfo del Neoclassicismo di maniera, lo stile Impero, come viene battezzato in onore di NAPOLEONE BONAPARTE e dell'egemonia francese sull'Europa. Si sprecano bracciali a fascia su polso e avambraccio, anelli su tutte le dita e lunghe catene variamente indossate, orecchini pendenti come la fantasia suggerisce. Lo stesso Bonaparte è sensibile al fascino delle decorazioni, tanto che a una sua particolare predilezione è ricondotta la fortuna ottocentesca dei cammei antichi. Razziati soprattutto in Italia durante la campagna del 1796 insieme con antiche pietre dure incise, i cammei vengono nuovamente montati a formare spille e bottoni. Per le signore invece diventano orecchini, bracciali o collane. Nel complesso tuttavia, l'ultimo decennio del Settecento è un’età piuttosto grama quanto a produzione orafa: oltre alle commissioni scarseggiano le materie prime, sicché gli artigiani sono costretti a un continuo riciclo di vecchi gioielli, periodicamente smontati e rimontati secondo fogge più attuali. I non molti pezzi di quell'epoca giunti fino a noi sono facilmente riconoscibili per la particolare incastonatura "a notte" delle pietre, adagiate dentro una calottina di metallo e quindi scoperte soltanto nella parte frontale del gioiello.